Ma ero femmina

scritto da Mary Read
Scritto 12 mesi fa • Pubblicato 12 mesi fa • Revisionato 12 mesi fa
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Autore del testo Mary Read

Testo: Ma ero femmina
di Mary Read

E sono quasi arrivata. Lo so, lo vedo e lo capisco. Laggiù quella sottile linea é la costa di quella terra così agognata, misterica di cui non conoscevo nulla, che si nascondeva, che spariva,  che spesso mi lasciava nel dubbio e nell’incertezza. Esisteva davvero? Erano solo fantasie, era la mia testa che navigava nel  mare dei desideri, delle aspettative, dei dolori  spesso in tempesta e solo quell’idea forte imperiosa che mi guidava sulla tolda a dirmi: ‘ Devi continuare! Devi  trovarla! Esiste! Basta solo crederci, vai oltre, supera i flutti, le onde che come muri solleveranno i blocchi, le battute d’arresto, i dubbi e le paure.

Ti vedo finalmente, so che esisti,  che non era frutto della mia immaginazione e capisco che avrei dovuto crederci di più, molto tempo fa, quando le mie mani erano più giovani, quando i miei occhi erano più lucidi e le mie idee erano veloci.

Benché mi trovi a pensare che c’é una ragione a tutto questo. Adesso non mi volterò più indietro. 

Resto qui a guardarti, una striscia che si fa più larga, si spanna, si avvicina e mi accoglie. Tra poco sbarco e vengo a scoprirti.



Tutto iniziò mi hanno detto quando nacqui.

Ero un esserino come tanti, una neonata vivace e con un particolare desiderio di farsi sentire. Potevo strillare talmente bene che la mia vocina acuta si sentiva a miglia di distanza. La cosa in futuro mi sarebbe tornata utile, invero all’epoca non potevo saperlo.  Ma ero  femmina.  Mia madre, anche lei femmina garantito, era una donna dalle mille risorse, questo è innegabile,  capiva quando occorreva dare una svolta alla propria vita e lo fece in modo soprendente e così facendo diede una svolta anche alla mia.

 Non che fosse così intelligente, daltronde  non si sarebbe trovata in quella necessità, ma seppe districarsi  in modo audace e creativo. Il fatto di non avere delle risorse in quei tempi poteva portare alla morte, ma anche avere delle risorse non era sinonimo di avere salva la vita. I neonati morivano in culla e le donne morivano di parto prima di darli alla luce,  con loro e senza di loro, che tu fossi nato in un palazzo o in una stamberga le percentuali di sopravvivenza erano dettate da Dio Onnipotente. Poi c’erano tante altre possibilità, di ammalarsi di migliaia di morbi, infezioni, malanni, sofferenze, febbri e disturbi di varia natura ed entità e di andarsene. Io ero un esserino molto promettente e sono rimasta con lei. Ma ero femmina. 

Lei pensò che doveva provvedere a noi in qualche modo e non poteva certo raccontare che una sera, dopo che il suo unico figlio maschio era morto  e lei presa dallo sconforto e dalla disperazione, aveva bevuto tutto quello che poteva raccattare in alcune taverne e aveva fatto un giro su un marinaio di passaggio, lei una vedova rispettabile! Poi sono nata io.
Doveva cercare di nascondermi e continuare ad avere il sussidio da parte della famiglia del primo marito facendo credere a tutti che il mio fratellastro, badate bene il figlio maschio, l’unico erede, fosse  ancora in vita. Ma ero femmina. Quando noi donne ci mettiamo d’impegno riusciamo davvero a essere insuperabili nell’ingegniarci, nel trovare degli stratagemmi, davvero geniali e così il mio nome, un nome tutto sommato come tanti altri, gentile, si trasformò e da Mary, una neonata vivace dal desiderio di farsi sentire,  diventai  Mark e  non sempre fu facile dimostrare la mia appartenenza al sesso forte. 

E qui si potrebbe aprire una parentesi temporale e potrei scrivere altri racconti, se capite cosa intendo. E magari lo farò, per darvi un’idea di cosa significhi dissimulare.

A distanza di moltissimi anni, centinaia di anni, per essere giusta, Vi potrei dire che non ho mai capito qual’é il sesso debole ma che  il sesso forte è quello che sopravvive, che riesce a creare altra vita, che non si lascia andare agli eventi, che padroneggia il suo destino. 

Diventai Mark, ma ero femmina e sono sempre stata Mary Read.





Mary Read

Ma ero femmina testo di Mary Read
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